Ateneo

L'ESISTENZA DELL'EUROPA - Il contributo di Antonino Giannone

24 MARZO 2020

di Antonino Giannone

Scenario

Nella storia dell’Uomo le grandi organizzazioni degli Stati, alle diverse latitudini, hanno utilizzato decine di migliaia di esseri umani come servo-unità. Esempi nella storia di mega-macchine sociali sono stati: la costruzione delle piramidi dell'antico Egitto, costruite da decine di migliaia di uomini per diverse generazioni; nel Novecento, l'esercito tedesco e la burocrazia politico-economica dell'Urss; nel tempo della globalizzazione è il finanz-capitalismo che è considerato come la macchina sociale che ha superato tutte le precedenti, compresa quella del capitalismo industriale. È evidente, a tutti, l’estensione planetaria del finanz-capitalismo e la sua capillare penetrazione in tutti i sottosistemi sociali, in tutti gli strati della società, della natura e della persona. Non possiamo non ammettere che il finanz-capitalismo abbia come motore non più la produzione di merci, ma il sistema finanziario stesso. Il denaro viene impiegato, investito, fatto circolare sui mercati allo scopo di produrre immediatamente una maggior quantità di denaro, in un crescendo patologico che ci appare sempre più fuori controllo. Tutto ciò è accaduto come naturale conseguenza dell’abolizione della Legge Steagall Glass Act (1997- Bill Clinton), che ha sovvertito definitivamente il principio del N.O.MA. (Non Overlapping Magisteria). Questo principio, da secoli, riconosceva il predominio della Politica nel fissare gli obiettivi, mentre l’Economia e la Finanza erano gli strumenti per  raggiungerli e l’Etica era il terzo pilastro per garantire l’equilibrio del sistema. La situazione con la globalizzazione si è capovolta e la Finanza domina il sistema, la Politica è succube e l’Etica è debolissima se non assente!

Unione Europea ai tempi del Coronavirus

In questo scenario c’è la crisi dell’Unione Europea rispetto ai principi della sua costituzione voluta da tre grandi statisti Cristiani: Adenauer- De Gasperi – Schuman. La pandemia del Coronavirus ha messo ancor più a nudo le contraddizioni nei rapporti tra i partners europei che non sono agli occhi di tutti paritetici e fondati sul rispetto reciproco. Abbiamo assistito ad atteggiamenti arroganti e irridenti nei confronti dell’Italia, sino al punto di ipotizzare che noi italiani stessimo esagerando con la chiusura della Lombardia per sottrarci ai nostri impegni lavorativi…. Abbiamo subito, per l’improvvida Signora Lagarde, capo della BCE, ad una caduta della borsa di oltre 17 punti in una sola seduta con perdite per molte decine di miliardi di euro..... Inoltre “pareggio di bilancio”, “fiscal compact” e MES (Meccanismo Europeo Stabilità) evidenziano, ormai, che non ci sono principi etici e tutela del bene comune alla base di questi sistemi e procedure che invece stanno modificando e modificheranno  profondamente i principi e le fondamenta costituzionali delle Democrazie degli Stati europei.

Se i rapporti tra i partners europei non sono paritetici e fondati sul rispetto reciproco, l'Unione Europea finisce con l'essere un'espressione vuota.

Il coronavirus ha soltanto accentuato per tutti, anche per i più resistenti, la crisi delle istituzioni europee. In pratica, il coronavirusha creato i presupposti perché il dopo sarà completamente diverso dal prima. A mio avviso, pur se con differenti presupposti culturali, questa crisi dell’UE è stata “gridata” con toni e metodi che non condividiamo, da politici di destra, sovranisti e populisti; ma non è che per questo siamo indotti ad una conclusione che ci faccia condividere queste scelte di partiti politici. Certamente siamo arrivati a un punto fermo per tutti: ripensare l’Unione Europea quella dei Popoli e non delle Banche, ripensare l’Europa di tutti i Paesi con pari dignità, ripensare l’Europa senza un asse di guida preferenziale Franco-Tedesco che ha perso la sua leadership e credibilità nella Governance, ripensare l’Europa che ha addirittura “relativizzato” gli Anziani, come scarto della Società, perché sono da considerare come un peso economico per il loro elevato costo sociale. Una visione che certamente è respinta da chiunque condivida principi di umanesimo, di rispetto della dignità della persona, principi di umanesimo cristiano. Dunque, ripartiamo in tutti i Paesi dell’Europa, Insieme tra tutte le generazioni, a ripensare all’Unione Europea, riscrivendo una nuova carta di valori etici, realmente condivisi e perché no anche di valori cristiani, non rifiutando a priori di riconoscere l’origine giudaico-cristiana delle nostre comuni radici, come invece abbiamo fatto fino ad ora. Con coraggio e umiltà, virtù etiche, mettiamo al centro delle scelte politiche la persona con la sua dignità e il suo sviluppo integrale. Ridiamo Speranza e Futuro ai giovani italiani perché possano realizzare un nuovo Rinascimento nell’era digitale.

 

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