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Sfide e opportunità per la cooperazione e l’imprenditorialità nel settore tessile e cuoio-pelle in Egitto

Risultati, impressioni e riflessioni riportate dalla Conferenza Internazionale Finale del progetto Open Factory

Source: https://openfactory.cu.edu.eg/final-conference-30-october-2023/

Sfide e opportunità per la cooperazione e l’imprenditorialità nel settore tessile e cuoio-pelle in Egitto.

Risultati, impressioni e riflessioni riportate dalla Conferenza Internazionale Finale del progetto Open Factory.

Tempo di bilanci e riflessioni per il progetto Open Factory (co-finanziato dalla Commissione Europea e gestito dalla delegazione UE in Egitto tramite il programma EuropeAid), giunto al termine dopo 3 anni e 9 mesi di attività.

Le sfide affrontate sono state molteplici: la pandemia di Covid-19 scoppiata ad inizio progetto; un partenariato di nuova formazione multiculturale e multilingua; la creazione di un ecosistema che ha richiesto la cooperazione su più fronti per costruire relazioni tra organizzazioni, definire processi, formare studenti fornendo competenze di base e avanzate, ecc.

Ancor più, dunque, i risultati presentati in occasione della Conferenza Internazionale Finale, tenutasi al Cairo il 30 ottobre 2023, a cui ha preso parte la Dott.ssa Valentina Volpi, coordinatrice scientifica del progetto per l’Università degli Studi LINK, assumono un valore economico, sociale e ambientale, mostrando il raggiungimento di obiettivi comuni e la creazione di un partenariato pronto e preparato a far crescere l’ecosistema e le sue competenze in progettualità future.

Il primo punto di attenzione va al percorso di formazione (leggi il precedente articolo sulle attività di formazione del progetto Open Factory), che, oltre a materiali didattici e conoscenza, ha prodotto una serie di pratiche e buone prassi per la formazione di diverse figure professionali, necessarie alla conduzione di un business eco-sostenibile nel settore del tessile e del cuoio-pelle. Infatti, il “bagaglio” fornito a ciascuno studente ha consentito di creare una comune esperienza nel settore manifatturiero di riferimento, ma ha anche fornito una nuova prospettiva e una strutturazione organica rispetto alle competenze già possedute e non pienamente sfruttate dai discenti. Ne è un esempio l’azienda presentata nel corso della conferenza da alcuni studenti del progetto Open Factory, creata mettendo a frutto le nuove capacità acquisite durante il corso e le competenze pregresse, attraverso la suddivisione di ruoli creativi, gestionali e commerciali all’interno della stessa.

Dal lato organizzativo, tutto il know-how acquisito durante la progettazione e l’implementazione del training, tra cui l’utilizzo di tecnologie e approcci tradizionali propri del “mestiere”, il mix di discipline componenti il curriculum formativo, le esperienze laboratoriali e di sostegno alla creazione di idee imprenditoriali, etc., costituiscono la base per definire in futuro un possibile modello e metodologie di insegnamento ad hoc.

Il secondo punto di attenzione è il network creato tra i partner, e tra questi e i discenti stessi che sono riusciti ad avviare delle micro e piccole imprese o sviluppare quelle già avviate. La collaborazione, in generale, presenta molte criticità che fanno da contraltare ai vantaggi prodotti. Il processo di raggiungimento di un equilibrio e di una proficua relazione tra i diversi stakeholders richiede anzitutto tempo, disponibilità, e non è sempre scontato che vada a buon fine. Al contrario, nel corso del progetto Open Factory le relazioni tra i partner si sono consolidate e rafforzate, soprattutto in occasione delle missioni in loco, che hanno coinvolto più da vicino anche i partner italiani, facendo emergere una sinergia e sintonia tra i partner che ha avuto indubbie ricadute positive sugli esiti del progetto. In futuro è ragionevole pensare di ampliare, da un lato, la base di studenti coinvolti nella formazione (sebbene vi sia stata già un’ampia partecipazione ai quattro cicli di formazione che contano circa 40-50 persone per ognuno) e, dall’altro, di aziende che possano beneficiare delle ricadute economiche e lavorative del progetto. Infatti, è fondamentale creare un ambiente in grado di accogliere e supportare la nascita di nuovi business, mettendo gli aspiranti imprenditori nelle condizioni di accedere a finanziamenti di diversa entità e natura. Inoltre, diventa fondamentale potenziare le loro competenze finanziarie e di design delle idee imprenditoriali, sia mettendo a sistema il supporto fornito da ciascun partner sia, eventualmente, offrendo un servizio dedicato all’interno dell’ecosistema.

Il terzo punto di attenzione riguarda gli scenari di sviluppo aperti dal progetto Open Factory, primo tra tutti la piattaforma e-commerce implementata per promuovere e commercializzare i prodotti realizzati dai partecipanti al percorso pilota di formazione. Infatti, se da un lato l’opportunità è cruciale in un processo di creazione di mercati e internazionalizzazione, dall’altro occorre partire dalle basi nella strutturazione dell’ecosistema, fornendo le dovute competenze e strumentazioni digitali e giuridiche per gestire un tale scenario di business. A questo scenario si lega anche quello che vede la creazione di nuove alleanze tra accademia e industria per innovare e rendere più sostenibili, anche a livello ambientale, le economie locali e globali, dato il contesto sempre più connesso e interdipendente che è ormai evidente, soprattutto con la diffusione delle tecnologie digitali. Uno dei punti di forza dei prodotti e dei modelli di business realizzati dagli studenti dei 4 cicli di training è frutto dell’acquisizione di conoscenze e competenze provenienti da Centri di ricerca, Istituti, Università e OSC di settore nazionali e internazionali su sostenibilità ambientale e innovazione, resa organica e ampliata dalla fase di ricerca prevista dal progetto Open Factory. Infatti, tra i lavori presentati alla fine del percorso di formazione dagli studenti ci sono diversi esempi di prodotti che utilizzano, valorizzandoli, scarti di produzione, mescolano fibre vegetali e plastiche in un’ottica di economia circolare e, in generale, propongono soluzioni che vadano a creare un minor impatto sull’ambiente e siano di reale valore per le persone.

Indubbiamente, i numerosi prodotti e risultati scaturiti del progetto Open Factory e i prodotti e modelli di business sviluppati dai beneficiari (parte dei quali sono stati mostrati nel corso della conferenza dello scorso ottobre), portano ad elaborare un primo bilancio positivo in termini sia di nuove opportunità di lavoro e competenze per i beneficiari, sia di creazione di un ecosistema di business sostenibile per i partner e gli stakeholders. Tutto ciò servirà da sprone per portare avanti quanto avviato in questi anni di progetto e per guardare a nuove opportunità di crescita.

Codice progetto: ENI/2019/413-550

Vedi tutte le foto del progetto Open Factory: https://research.unilink.it/openfactory/#foto-video

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